Mafia e Storia Italiana: Un David di Donatello per Pif

La candidatura per il prestigioso premio del David di Donatello del 2017 alla migliore sceneggiatura va a Pierfrancesco Diliberto per il suo film “In guerra per amore”.

Tra i film candidati al David di Donatello di quest’anno per la miglior sceneggiatura, miglior scenografia e trucco c’è “In guerra per amore”, un film commedia scritto, diretto e recitato da Pierfrancesco Diliberto, alias “Pif” assieme a Miriam Leone e Andrea Di Stefano.

In questo film, Pif torna sul tema della mafia, già trattato nel film “La mafia uccide solo d’estate” e nell’omonima serie TV; però si focalizza su un nuovo aspetto, ossia quando quest’ultima prese potere in Sicilia.

La vicenda è ambientata nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale. Il protagonista è Arturo Giammaresi, ragazzo italo-americano innamorato di Flora Guarnieri, nipote di un boss e promessa in sposa ad un altro “picciotto”. Così, Arturo decide di ritornare in Sicilia per poter chiedere al padre di Flora la possibilità di sposare la figlia. Da qui nascono una serie di vicende umoristiche che vedono il nostro protagonista impegnato come soldato nell’Operazione Husky, ossia lo sbarco degli americani in Sicilia. Infatti il film mostra, sulla base di documenti ritrovati dopo la guerra, che il presidente statunitense Franklin Roosenvelt aveva collaborato con Lucky Luciano per lo sbarco statunitense in Sicilia, e che tutti i presunti “anti-fascisti” incontrati da Arturo e il suo amico Philip Catelli erano in realtà criminali amici di Luciano.

Lo stesso filmaker e protagonista ha affermato in un intervista al giornale Il Fatto Quotidiano: “Non conoscevo questa storia, ho iniziato a studiarla circa due anni fa, mentre preparavo uno speciale sui 70 anni della festa della Liberazione. Secondo la vulgata più nota, nel 1943 gli americani chiesero il permesso alla mafia per sbarcare sull’isola […] Probabilmente non andrà tutto liscio come per il mio primo film ma storicamente quello che raccontiamo è inattaccabile”.

L’opera cinematografica si conclude con il rapporto del 28 ottobre 1943 del capitano W.E. Scotten; nel quale c’è scritto che l’Operazione Husky ha solo favorito la rinascita e la presa del potere della mafia; tra le soluzioni c’è un possibile accordo fra governo e criminalità oppure la cessione della Sicilia a quest’ultimi. Numerose sono invece le citazioni a molti film; esempio il finale si ispira al classico di Robert Zemeckis “Forrest Gump”, lo stile comico di “La vita è bella” di Roberto Benigni e per il contesto storico c’è “Baaria” di Giuseppe Tornatore. Anche il precedente film di Pif viene citato; infatti anche il protagonista di “La mafia uccide solo d’estate” si chiama Arturo Giammarresi.  

In conclusione, Pif è stato considerato come colui che ha inventato un nuovo modo per narrare la storia della mafia; ai drammi e agli attentati dei clan, egli ha aggiunto vicende humor con protagonisti che si trovano a che fare con la criminalità per poi permettere agli spettatori di comprendere cosa sia realmente la mafia e come va combattuta.

Salvatore Iaconis IVCs