Buon compleanno Giro d’Italia

Da tutto il mondo giungono gli auguri per lo storico compleanno della grande corsa a tappe del ciclismo italiano.

È il 13 Maggio 1909 quando si corre la prima tappa del primo Giro d’Italia, che, con l’edizione del 2017, festeggia il suo glorioso centenario.

Non si tratta di una semplice corsa ciclistica, ma della rappresentazione della massima espressione dell’unità nazionale, un’unica scia che attraversa l’intera penisola e appassiona senza distinzioni l’intero popolo italiano. Il Giro d’Italia costituisce anche un’unione storica per il Paese, poiché reca in sé tutte le tracce degli eventi storici che ha attraversato: un esempio è l’interruzione, in sua occasione, dei due conflitti mondiali. Alle prime edizioni del Giro partecipavano anche i cosiddetti “Isolati”: corridori che gareggiavano senza squadra e senza sponsor, sperando di poter guadagnare qualcosa in più rispetto al lavoro nei campi oppure in fabbrica.

Nell’edizione del centenario non si è voluto alcun passaggio in territorio straniero, al fine di valorizzare appieno lo splendore dei paesaggi italiani. È stato definito dal presidente dell’UCI, Brian Cookson, “Una delle corse più grandi e belle. Carica di passione e con molto seguito.”

Nell’appellativo “La corsa rosa” il Giro d’Italia si può notare quanto esso sia caratterizzato da varietà cromatiche, in omaggio ai paesaggi attraversati e ai loro colori. Questi ultimi sono collegati alle diverse graduatorie:

  • LA MAGLIA ROSA, simbolo del vincitore. È stata indossata maggiormente da Eddy Merckx.
  • LA MAGLIA VERDE, che premia il miglior scalatore della corsa, è la più prestigiosa dopo quella rosa.
  • LA MAGLIA CICLAMINO, riservata al leader della classifica a punti la quale, nella storia, precede quella a tempi: nelle prime cinque edizioni (1909-1913), infatti, il vincitore finale fu determinato in base alla classifica a punti.
  • LA MAGLIA BIANCA, indossata dal giovane collocato al miglior posto in classifica. Da quest’anno la maglia bianca sarà intitolata a Candido Cannavò, direttore de La Gazzetta dello Sport per diciannove anni, scomparso lo scorso Febbraio.

L’intera corsa risulta caratterizzata e condizionata da una massiccia presenza di sponsor. L’intero equipaggiamento degli atleti è, infatti, oggetto di sponsorizzazione, così come l’abbigliamento e persino le bibite consumate dagli atleti durante la corsa. Le stesse riprese televisive sono soggette a vincoli pubblicitari.

Buon centenario, caro vecchio Giro d’Italia!

Lorenzo Pizzicato IEsa