Istantanea

Pensa ad un’immagine, una qualsiasi: saprò dirti cosa vedi.
Vedi un soggetto, ne riconosci un’emozione e noti uno sfondo; fissa lo sfondo, scrutalo nei minimi particolari e cerca. Trova un dettaglio che fino ad ora non hai notato, un dettaglio impercettibile a cui non hai mai dato rilevante importanza. Ora fissa quel particolare, fai si che esso diventi il fulcro dei tuoi pensieri. Visualizza solo quel dettaglio, che possa essere uno sbaglio, un fascio di luce, un’impronta o un punto bianco. Osservane attentamente la costituzione, integrala nella rappresentazione generale, rendi quello il soggetto della foto. Credi in quel particolare come se fosse il principio da seguire di tutta la tua vita: come se su di esso si basasse o si dovesse basare il resto del mondo.
L’immagine di mano in mano cambia, ognuno individua il proprio particolare, ognuno ne riconosce un proprio ideale.
Un uomo, probabilmente il fotografo, o una persona con piccole manie di protagonismo, si trova tra le mani quella foto; decide di modificarla, di “migliorarla” a suo piacimento.
Nel “migliorarla” elimina i punti neri, i punti bianchi, le impronte, le sgranature, i fasci di luce, i nei. Elimina tutti quei particolari rendendo la foto impersonale, credendo che essi siano imperfezioni.
Come ti ci senti?
Per te sono così banali?
Caro lettore, non ti senti perso?
Privato della tua facoltà di decidere? Della tua facoltà di pensiero?
Credi di riuscire ad accettare l’idea che una persona, o un determinato evento, possa privarti dell’ideale su cui hai basato il tuo pensiero, la tua esperienza e l’intera vita?
Come pensi di andare avanti?
Ti lasci trasportare da quel principio oggettivo?
Decidi di dedicarti ad un altro ideale?
Questa volta più concreto magari.
Ma se anche quello venisse eliminato?
Trovi tutti i tuoi pensieri così banali e malleabili?
Continui senza alcuno scopo? Senza alcun principio base a cui dedicarti?
Senza nessuna sicurezza a cui appoggiarti?
Ti adegui?
Rifletti.

 

Sara Formisano