Quali sono i veri valori al giorno d’oggi?

La voce soave di mamma mi svegliava ogni mattina. Le dicevo che non avevo voglia di andare a scuola, ma lei mi ripeteva sempre che era importante per la mia formazione culturale e personale: ciò mi rallegrava, perchè avevo un motivo per cui andarci con entusiasmo. Prima di uscire di casa salutavo mamma con un bacio sulla guancia e papà la salutava a sua volta con un bacio casto sulle labbra, per poi sussurrarle all’orecchio che l’amava. In auto raccontavo a papà le mie esperienze con gli amici, lui mi diceva:”Caro figliolo, l’amicizia è un valore fondamentale nella nostra vita. Tieniti stretti i tuoi amici cari perchè ti staranno vicini sia nei bei momenti che nei brutti periodi”. Io mi sentivo rassicurato dalle sue affermazioni e gli credevo: adoravo i miei amici, sapevo che ci sarebbero sempre stati per me e che io avrei fatto lo stesso per loro. Tornato a casa, mamma mi aiutava a svolgere i compiti assegnati a scuola per i quali avevo difficoltà e, dopo aver finito, mi accompagnava in una comunità religiosa. La mia famiglia mi ha trasmesso sin da quando ero piccolo dei valori religiosi molto forti incentrati su una fede inarrestabile in Dio; inoltre frequentare una comunità religiosa mi era utile sia per confrontarmi con altri ragazzini della mia età, sia per fare amicizia. Quando tornavo a casa la sera, cenavo con i miei genitori mentre ciascuno raccontava la sua giornata: era il mio momento preferito, in quanto ho sempre considerato la famiglia il valore più importante. Prima di andare a dormire, infine, mamma e papà si recavano nella mia stanza e mi davano il bacio della buonanotte.

 

Il tono di voce alto di mamma mi ha svegliato. Le ho detto di non aver voglia di andare a scuola, lei mi ha risposto dicendo che è un mio dovere: ciò mi ha rattristato, visto che l’idea di andarci per dovere non mi ha entusiasmato affatto. Prima di uscire di casa, abbiamo salutato mamma con un bacio sulla guancia e poi siamo andati in macchina, dove papà mi ha confidato che un suo collega (e amico) gli ha fatto un torto grave per trarre vantaggi personali. ”L’amicizia non è così essenziale, anzi: probabilmente non esiste neanche. Cerca di pensare solo a te stesso e alla persona che ami, perchè solo l’amore vale la pena” mi ha detto. Non mi sono sentito rassicurato dalle sue affermazioni, ma gli ho creduto. In fondo aveva pur sempre mamma su cui poter contare. Tornato a casa, ho svolto tutti i compiti da solo (eccetto quelli che non ho saputo fare) mentre mamma sorrideva allo schermo del telefono. Dopo aver finito di studiare, mi ha accompagnato nella comunità religiosa nonostante preferissi giocare col computer. Quando sono tornato a casa la sera, ho cenato con i miei genitori in silenzio: un silenzio, per qualche motivo che allora non comprendevo, così rumoroso. Prima di andare a dormire, infine, mamma e papà mi hanno dato la buonanotte solo a voce.

Le urla di papà mi svegliano di soppiatto.

“Questo non me l’aspettavo da te, sporca traditrice! Donna dalle precarie virtù! Meritavo davvero che mi facessi questo?” sento dalla cucina.

Mamma piange disperatamente, mentre papà è rosso dalla rabbia.

“Oggi a scuola non ci vai” singhiozza mamma, mentre papà esce di casa senza salutare.

Le chiedo se sta bene e lei mi risponde :”Come posso stare, se Dio mi ha abbandonata! La mia fede in lui è sempre stata inutile”.

Più tardi mi scrive il mio compagno di banco chiedendomi il motivo della mia assenza, ma non gli rispondo.

Il pomeriggio mamma a via ed io rimango solo a casa, così sfogo la mia frustrazione nella realtà virtuale che mi offrono le nuove tecnologie.

La sera non vado in comunità, tanto non ho bisogno nè degli amici nè di Dio, visto che mi abbandoneranno in ogni caso.

Papà torna a casa tardi, quando io sono già a letto.

Non riesco a dormire, perchè mi tormenta un pensiero:

“Se anche l’amore e la famiglia non sono valori duraturi, quali lo sono allora?”

 

Alessia Vittozzi IVBsa