Cos’è per me il nuoto

Dovrei limitarmi a poche parole per esprimere tutto ciò che il nuoto è per me, ci proverò.

Inizio col dire che quello che sono ora lo devo in gran parte a questo sport. Sapersi rialzare dopo ogni delusione è importante per un atleta in generale, ma penso che questo valga un po’ di più per un nuotatore: testa, grinta, tenacia e cuore accompagnano allenamenti e gare; quella corsa sfrenata contro il tempo per migliorarsi sempre più fa aumentare la consapevolezza sia delle proprie capacità che dei propri mezzi e la caparbietà di spingersi oltre i propri limiti. Sono cresciuto confrontandomi con persone molto più forti di me e gareggiando contro di loro ho assaporato la vera essenza della sconfitta, grazie alla quale ho potuto comprendere i miei errori e correggerli affinché non si ripetessero più.

Il nuoto è anche testardaggine, ma allo stesso tempo umiltà di saper riconoscere momenti bui; il saper accettare i consigli dell’allenatore o le critiche di compagni accresce la voglia di fare sempre meglio. Ore di palestra intervallate da stretching e nuoto mettono a grave rischio energie mentali e fisiche, ma se di una sola cosa son certo è che quando una cosa ti piace realmente la stanchezza si avverte in quantità minori.

Finalmente, però, dopo chilometri e chilometri nuotati, arrivano le prime soddisfazioni, le prime finali e le prime medaglie e da questi successi si capisce come gli sforzi ripagano e come si raccoglie ciò che si semina. Il nuoto dà e il nuoto toglie, ma le vittorie più belle rimarranno nei cuori e nelle menti di ogni nuotatore perché ad ogni scalino del podio più alto corrisponde una soddisfazione e, ossimoricamente, in un certo modo ripagano i ricordi di feste perse, serate non fatte, partite di calcio non portate a termine e litigate con gli amici. Questo è per me il nuoto e spero di trarne sempre più soddisfazioni, di arrivare sempre più in fondo e di potermi gustare ancora un po’ ciò che riesce a trasmettermi.

 

Pasquale Guadagni ICs